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Il giuramento del Notaio


Crotone, 22 luglio 2024

           Tribunale di Crotone, Giuramento per l'immissione nelle funzioni di Notaio
 
“Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana e al suo Capo e di osservare lealmente le leggi dello Stato e di adempiere con coscienza i doveri inerenti al mio Ufficio”
(art. 4 della legge n.478 del 23 dicembre 1946)

Ho prestato il Giuramento per l’immissione nelle funzioni di Notaio il giorno 22 luglio 2024 presso il Tribunale di Crotone.
 
Nella formulazione del giuramento del Notaio di cui all’art.18, comma 1, n.2, legge notarile n.89 del 16 febbraio 1913, in vigore già in epoca monarchica, la parte finale così enunciava:
 
e di adempiere da uomo di onore e di coscienza le funzioni che gli sono affidate" (si veda il testo storico sul sito del Consiglio Notarile di Bologna).
 
Notaio, “Uomo di onore e di coscienza”.
 
Nel volume “Il Giuramento dei Notai e il prologo del Vangelo di Giovanni”, reperibile nella biblioteca della Fondazione del Notariato (A. Caputo - A. Scelzo - A. Aliani, Il Giuramento dei Notai e il prologo del Vangelo di Giovanni, Parma, 2022) e, in particolare, nel capitolo “Il Giuramento nella Storia”, si descrive il giuramento dei Notai a Parma, dove l’origine del ceto notarile risale a poco prima dell’anno 1000.
 
Esso veniva prestato dal Notaio toccando con la mano destra i Vangeli, l’ultimo atto era rappresentato dalla professione di fede cattolica imposta dalla bolla papale (di Pio IV del 1564) sul prologo del Vangelo di Giovanni (AA.VV., Il Giuramento dei Notai, cit., 81).
 
Nel prologo la Parola si fa carne, il Logos che è anche il progetto di Dio, arriva a compimento nella fisicità del Nazareno che è, dunque, Verità rivelata, non più astratta.
 
Dio ha mantenuto fede al patto con il popolo prescelto, su questa fedeltà al patto i Notai giuravano.
 
Giurare sul Vangelo di Giovanni ha sì un fondamento teologico, ma, nello stesso tempo, ha carattere universale, in quanto rappresenta, innanzitutto, la ricerca e lo stare nel certo, senza altro interesse, di modo che non ci si coinvolga mai in ciò che è lontano dal vero, dal giusto.

Dal logos al logo del Notariato italiano: Fides et Veritatis ànchora (L’ancora della Fede e della Verità).
 
Il proposito con il giuramento da Notaio è, dunque, quello di:
 
-ritrovare il rigore nell’uso della parola detta e scritta, che è strumento quotidiano del Notaio,
 
-saperla suggerire in modo etico anche nel dialogo con le parti,
 
- pesarne le conseguenze, nella consapevolezza:
 
1) della delicatezza degli atti che vengono elaborati negli studi notarili e che possono riguardare il destino di persone, famiglie, istituzioni;
 
2) che tutto ciò rende la professione notarile non solo un’arte, ma anche un impegno sociale e morale.

Giurare per tradizione, per coscienza e per fede.
                                                                                                         Stefano Buttà


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